Feste Religiose Indiane

Le festività (utsava) indù ruotano intorno ai rituali, all’adorazione in comunità o nel tempio, ma rappresentano anche un momento di aggregazione sociale molto sentita. Si celebrano le principali divinità del pantheon induista, da Shiva a Ganesh, con spettacolari processioni; oppure i passaggi di stagione con riti propiziatori per i raccolti, sulla scia di una tradizione rurale ancora vivissima. Si estendono i legami familiari e di villaggio con festività dedicate a sorelle e fratelli, o alle giovani donne in età da marito. In India è festa tutto l’anno: giorni in cui la spiritualità vibra più intensa, l’aria si fa satura di canti e preghiere, nei templi si accalcano folle di devoti. Assolve, inoltre, una funzione educativa nei confronti delle nuove generazioni. Con essa si trasmettono antichi saperi, storie tratte dalle Scritture, danze, tradizioni artigianali, musica … insomma, un'intera cultura!
 
Calendario delle principali festività:

 
Gennaio
Makar Sankranti
(Festa del Sole)

Sankranti sono i momenti di transizione tra un segno zodiacale e l’altro e Makar Sankranti, in particolare, è il momento in cui il Sole transita dal segno del Sagittario a quello del Capricorno (l’astrologia induista segue un metodo di calcolo diverso rispetto al nostro), considerato dagli astrologi particolarmente d’auspicio. In questo giorno si svolge a Sagar, un’isola alla foce del Gange, un’importante festa chiamata Gangasagar Mela. Centinaia di migliaia di pellegrini da tutta l’India si ritrovano sulle spiagge di Sagar per immergersi all’alba nel sacro fiume e per rendere omaggio al Sole che è sul punto di abbandonare l’inverno. Si mangia kichri (riso e lenticchie cotti assieme) e dolcetti a base di tel (sesamo) perché è il periodo in cui sono disponibili i cereali del primo raccolto. Per i bambini di ogni età, a Makar Sankranti viene anche celebrata un po’ dappertutto e con grande entusiasmo una festa degli aquiloni, con competizioni e premi per il più bello.

DOVE
Isola di Sagar nel West Bengala, a una cinquantina di chilometri da Calcutta.
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Gennaio
Pongal
(Festa del raccolto e della fertilità)

È la più grande festa dell’India del sud. Segna la fine della stagione dei monsoni di sud-est (il sud beneficia ogni anno di un doppio monsone) e la maturazione del primo raccolto dell’anno. A Pongal si celebra la prosperità che ha benedetto i raccolti e le famiglie, ringraziando qualunque cosa abbia contribuito a far crescere e maturare il riso e gli altri vegetali: si ringraziano la pioggia, il sole e gli animali domestici che hanno tirato l’aratro. Si puliscono a fondo le abitazioni e si brucia l’immondizia e tutto ciò che nel corso dell’anno è diventato inservibile. Davanti alle case si tracciano i kolam, disegni realizzati con polveri colorate. Si indossano abiti nuovi e si preparano pranzi (nei villaggi, per tutta la comunità) con il nuovo riso e i vegetali appena raccolti. In alcune zone dello stato meridionale del Tamil Nadu, si legano fagotti di denaro alle corna dei tori e i ragazzi del villaggio devono cercare di prenderle lottando e adoperando ogni astuzia (foto sopra, a Jallikattu, Tamil Nadu).
 
DOVE
Le celebrazioni sono particolarmente sentite nello stato del Tamil Nadu.
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Gennaio
Vasant Panchmi
(Festa di primavera)

È la prima giornata di primavera, che cade il quinto giorno del mese induista di Magh (abitualmente a fine gennaio o i primissimi giorni di febbraio), e segna la fine dell’inverno e il ritorno delle temperature miti al nord. Si celebrano la bellezza e la fertilità della natura, il rinnovamento e la giovinezza. Ci si veste prevalentemente di giallo, che è il colore dei campi di senape in fiore e delle vesti di Saraswati, agli dei si offre riso colorato con lo zafferano e chicchi del mais appena maturato. La giornata è appunto dedicata a Saraswati, dea della conoscenza e delle arti. In suo onore si svolgono cerimonie nei templi e, in particolare, nelle scuole e nelle università. In questo giorno, considerato particolarmente fausto, si insegna ai bambini piccoli a sillabare la loro prima parola. Si offrono anche preghiere speciali a Ganga, la dea del Gange (nella foto, la festa ad Allahabad, nella confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e Saraswati), alla Madre Terra e, in generale, a tutto ciò che nutre e sostiene gli esseri viventi. In questo giorno si dice anche sia nato Kama, dio dell’amore.

DOVE
In tutta l’India del nord, in particolare in Rajasthan, Orissa e Bengala.
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Febbraio / Marzo
Maha Shivaratri
(Festa di Shiva)

È la più grande festa dell’anno ed è dedicata a Shiva, il Distruttore della Trimurti (Trinità) induista. In questo giorno i templi dedicati al dio pullulano di fedeli, che per l’occasione si nutrono per l’intera giornata soltanto di latte, frutta e di alcuni alimenti ben precisi (si usano, per esempio, sale nero di roccia e pepe nero). I veri e propri festeggiamenti, però, cominciano dopo il tramonto. Nei templi, alla sera, si distribuisce ai fedeli il bhang, succo ottenuto dalla canapa indiana considerato sacro a Shiva e a tutti gli asceti a lui consacrati. La nottata trascorre in preghiera per alcuni, bevendo bhang e suonando le percussioni, mentre altri si recano ad ascoltare i numerosi concerti di musica sacra che si tengono per l’occasione nei templi principali delle città. Oppure si partecipa al corteo nuziale delle statue di Shiva e Parvati, sua consorte, portate in processione. I festeggiamenti vanno avanti abitualmente senza sosta fino all’alba.

DOVE
Il posto giusto è la città santa
di Varanasi (Benares), sacra al dio Shiva.
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HOLI: LA FESTA DEI COLORI
Località: India del Nord 
Periodo: Febbraio/Marzo, in base al calendario lunare: 13 Marzo 2017

È la più scenografica di tutte le feste induiste e somiglia per certi aspetti al nostro Carnevale. Perché anche a Holi “ogni scherzo vale” e si annullano le barriere di età, ceto sociale e casta. È dunque sconsigliato celebrarlo in strada, tra gente che non si conosce. La notte precedente la festa vera e propria si accendono grandi falò nelle piazze e ai crocevia, per commemorare l’annientamento della perfida strega Holika da parte del devoto Prahlad. La mattina dopo si scatena una vera e propria battaglia di acqua e polveri colorate (foto sotto, a Nandgaon, vicino Mathura, stato dell’Uttar Pradesh). Si balla nelle strade e nelle case si offrono dolci e liquori alcolici o, per i più tradizionalisti, la bevanda a base di canapa, il bhang. Le signore festeggiano Holi in casa, con amici e parenti, e mai in strada. Nel primo pomeriggio ci si lava, si indossano abiti nuovi e si va al tempio a marcare con le polveri colorate la fronte degli dei.

DOVE
In tutto il Nord Dell’India in particolare nello stato dell’Uttar Pradesh, Raasthan , Madhya Pradesh e Delhi.
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Aprile
Baisakhi o Vaisakh
(Capodanno indiano)

Si tratta in realtà di un’antica festa del raccolto, festeggiata un po’ ovunque e con diverse modalità, ma che segna anche l’inizio ufficiale dell’anno solare induista. Si festeggia due volte l’anno in Himachal Pradesh, dove la festa è dedicata alla dea Jwalamukhi, e soltanto in aprile in Bihar, dove le celebrazioni sono invece dedicate al Sole. Per gli abitanti del Tamil Nadu, Vaisakh costituisce invece un vero e proprio Capodanno, così come per gli abitanti dello stato settentrionale del Punjab. La festa assume una valenza tutta particolare per gli indiani di religione Sikh, in maggioranza in Punjab, specialmente nella città di Amritsar che ospita il più famoso e maestoso luogo di culto Sikh del mondo: il Tempio d’oro. La festa è stata istituzionalizzata per i Sikh come vera e propria ricorrenza religiosa nel 1567 da Guru Amar Das e continua a rimanere, per tradizione, il giorno in cui ci si riunisce per ricevere le benedizioni del guru. La giornata è dedicata anche al Khalsa, la comunità Sikh, celebrata per la prima volta nel ‘600 da Guru Gobind Singh.
 
DOVE
In tutta l’India.
In particolare nella città di Amritsar (Punjab).
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Agosto
Ganesh Chaturthi
(Festa di Ganesh)

La festa dura dieci giorni e si conclude con l’immersione in mare delle statue di Ganesh portate a braccia da volontari di ogni quartiere della città (foto sopra, sulla spiaggia di Mumbai). Il grande festeggiato è proprio lui, Ganesh, uno degli dei più amati dell’India, il dio degli inizi, ma anche il signore della conoscenza e il protettore dei bambini. Ha una testa d’elefante, con una sola zanna perché tradizione vuole che sia stato Ganesh, usando una delle sue zanne, a scrivere materialmente il grande poema epico “Mahabarata” sotto dettatura del suo autore. Vengono eretti nelle città e nei villaggi grandi pandal (tendoni) sotto i quali vengono poste gigantesche e decoratissime statue del dio, in onore del quale si canta, si danza e si mangia. Durante la festa, un giorno in particolare viene dedicato all’adorazione del topo, cavalcatura e compagno di Ganesh. In suo onore, i topi del vicinato vengono nutriti con lenticchie bollite. Nei villaggi, la stessa giornata è dedicata al ringraziamento dei buoi che hanno tirato gli aratri: viene loro offerto cibo speciale e vengono fatti riposare tutto il giorno.

DOVE
Le celebrazioni sono particolarmente
fastose a Mumbai e a Pune, nello stato del Maharastra.
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Settembre
Onam
(Festa del re del Kerala)

Si festeggia il ritorno di Mahabali, leggendario re del Kerala che, secondo la tradizione, torna ogni anno in questo periodo a visitare il suo Paese. Stando alla leggenda, il Kerala era così felice che gli dèi divennero invidiosi e, con un trucco, riuscirono a destituire Mahabali. A cui però fu accordato il permesso di tornare ogni anno, una sola volta. È anche un’antica festa del raccolto, il momento del riposo dopo le fatiche dei campi. Lo stato meridionale del Kerala festeggia quindi il nuovo raccolto e il ritorno di Mahabali con quindici giorni di canti, musica, danze e divertimenti. Davanti alle case si disegnano rangoli, decorazioni con riso e polveri colorate. A Trichur si svolge una processione di elefanti, mentre ad Aramulla, sul fiume Pampa, si assiste a una gara di barche magnificamente decorate tra gli equipaggi dei villaggi che costeggiano il fiume (nella foto). Danzatori di Pulikali o Kaduvakali, dipinti di giallo, rosso e verde come tigri, danzano nelle piazze al suono dei tamburi.
 
DOVE
Nello stato del Kerala.
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Agosto / Settembre
Teej
(Festa delle ragazze)

Si celebra il terzo giorno di luna crescente del mese lunare di Shravan e segna l’inizio di una lunga stagione di feste. È dedicata in particolare alle figlie della famiglia. Secondo la leggenda, questo è il giorno in cui la dea Parvati, dopo cento anni di penitenza e di ascesi, si unì in matrimonio a Shiva. Per questo motivo, la data è considerata la più propizia per chiedere la benedizione degli dèi sul proprio matrimonio, presente o futuro. Le donne sposate digiunano infatti ventiquattro ore perché i loro mariti abbiano lunga vita, le ragazze invocano la dea affinché venga loro concesso un matrimonio lungo e felice. Si indossano abiti e gioielli nuovi, e le immagini della dea Parvati vengono ridipinte di fresco per l’occasione. In Rajasthan, si portano ancora in processione le statue della dea venerate dalle donne della famiglia reale. Nei cortili dei palazzi e nelle piazze, danzatrici professioniste e ragazze celebrano la festa danzando e cantando anche per tutta la notte.

DOVE
Festeggiato con particolare fasto nello stato del Rajasthan.
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Settembre / Ottobre
Navaratri (Festa delle donne sposate)
Navaratri o Navratri significa “le nove notti”. Cade due volte l’anno, all’inizio dell’estate e poco prima dell’inverno. La festa del periodo invernale è quella celebrata più solennemente in tutta l’India e, in particolare, nello stato del Bengala. Grandi rappresentazioni della dea Durga e di momenti della sua storia vengono esposte agli angoli delle strade, sotto grandi tende dette pandal, e portate al fiume in processione l’ultimo giorno (nella foto, a New Delhi). La festa commemora infatti la sua vittoria sul demone Mahishasura. Un’altra leggenda narra invece che Durga, sfinita dal suo ruolo di moglie di un dio collerico e duro come Shiva, si rifugiasse ogni anno per nove giorni dai suoi genitori. Per questo motivo, a Navaratri le mogli tornano a vivere per nove giorni con la propria famiglia, che le coccola come fossero ancora ragazze. Il decimo giorno di Navaratri si chiama Dassehra: segna l’inizio dell’inverno ed è considerato un giorno molto fortunato.


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30th Septembre
Dasara O Dussehra
Le celebrazioni per Dussehra, o Dasara, durano a Mysore 10 giorni, alternando nelle manifestazioni la modernità con le tradizioni più antiche e fastose.
L'antica gloria di Mysore, in Karnataka, torna attuale durante i dieci giorni dedicati al Festival di Dasara - che culmina come di consueto con la parata del giorno di Vijayadasami, durante il quale si celebra la vittoria simbolica del Bene sul Male. La festa di Dasara si è qui trasformata rispetto ad altre regioni grazie alla miscela di elementi religiosi e laici introdotti col tempo e che hanno conferito alla parata finale un carattere carnevalesco, con carri ed esibizioni di varia matrice folclorica, ma senza per questo diluire nel sentire popolare l'essenza religiosa delle celebrazioni.

Negli ultimi anni il festival è diventato poi il fulcro di numerose attività; il cocktail offerto, a base di storia, fascino del tempo che fu e modernità, rappresenta continuità e cambiamento, impressionando sempre favorevolmente i visitatori, che possono dunque trovare tra le molte espressioni della cultura locale, quella di loro maggior gradimento: gli appassionati di arte e cultura potranno immergersi in un raffinato programma di musica e danza classica carnatica, e i cultori di storia dell'arte potranno visitare lo sfarzo dei molti palazzi per i quali la città è celebre. Ma anche al di fuori di questo periodo di festa, Mysore ha tutte le potenzialità per diventare un centro turistico di primo piano, in India meridionale, grazie alla sua vicinanza con centri quali il magnifico tempioHoysala di Somnathpur, la città-fortezza di Srirangapatna, il Parco nazionale di Bandipur o agli antichi templi di Talakad, insabbiati dalle dune formate dalla brusca ansa del fiume Kaveri, senza contare il patrimonio architettonico della città stessa. 

DOVE
Mysore nello stato di Karnataka


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8th Ottobre
Karva Chaut (Festa degli sposi)
Si celebra nove giorni prima di Diwali, cioè il quarto giorno di luna calante del mese di Ashwin. Si tratta di una festa domestica, osservata dalle donne sposate o, nel Punjab, dalle ragazze da marito. È il giorno in cui le donne digiunano per la salute dei loro mariti, dall’alba al tramonto, con il divieto di bere perfino un sorso d’acqua. Il digiuno viene interrotto soltanto dopo aver guardato attraverso un setaccio la luna appena sorta, una simbologia legata a una poetica leggenda, per celebrare il legame divino tra marito e moglie. Nei giorni precedenti la festa, i bazar sono più affollati che mai: si comprano nuovi, elaborati abiti, gioielli, braccialetti. Lunghe file di mehendiwallih, donne che dipingono le mani con l’hennè, si snodano lungo le strade. Le signore che digiunano sono trattate come spose novelle: coccolate, vezzeggiate, vestite e ingioiellate, dispensate da qualunque lavoro domestico e dalla cura dei bambini. Devono solo farsi belle e celebrare un’elaborata cerimonia di preghiera alla divinità. 

DOVE 
In tutta l’India del nord.
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19th Ottobre
Deepavali (Diwali) (Festa delle luci)
È la festa delle luci, celebrata in tutta l’India. Secondo la leggenda, si onora il ritorno del re leggendario Rama, dopo quattordici anni di esilio, nella città di Ayodhya. È anche il giorno dedicato a Lakhsmi, dea della prosperità e della fortuna. Le luci, lampade di terracotta dette diya, vengono accese intorno e dentro alle case, in strada e sui fiumi (nella foto, sul Gange, a Varanasi) per indicare la strada a Lakhsmi e in ricordo della luminaria che accolse Rama al suo ritorno ad Ayodhia. L’ingresso delle case viene decorato con disegni rangoli di polveri colorate e riso. Nei giorni precedenti, case e negozi vengono lustrati e ripuliti alla perfezione. I commercianti offrono i loro libri mastri alla divinità e dolci a clienti e fornitori; i primi soldi guadagnati durante la giornata vengono conservati per tutto l’anno. Si scambiano doni con gli amici, in particolare oggetti di metallo: gioielli, monete preziose o stoviglie. Si fanno fuochi d’artificio sui tetti delle case e si trascorre la nottata giocando a carte in famiglia o con gli amici. 

DOVE 
Le celebrazioni sono ugualmente fastose in tutta l’India.

NOTA: Le festività induiste seguono il calendario lunare e, nella maggior parte dei casi, anche particolari configurazioni astrologiche. È possibile quindi che la celebrazione degli eventi venga spostata all’ultimo
momento in avanti o indietro di un giorno o due, a seconda del parere degli astrologi e dei bramini.

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